Occhi di ragazza
tecnica mista, tela, 2026
In “Occhi di ragazza” l’immagine nasce come campo di forze: un fondo spruzzato e colato, di matrice action, sul quale l’artista innesta un sistema di cordoni, cerchi e inserti-oggetto. La superficie diviene un dispositivo relazionale: non un semplice supporto, ma una mappa in cui la materia guida lo sguardo e, insieme, lo mette alla prova. L’opera lavora sulla doppia natura dell’occhio: simbolo di innocenza e promessa, ma anche segno di controllo, ferita e domanda di riconoscimento. I moduli circolari, come orbite o lenti improvvisate, generano un ritmo che alterna attrazione e inquietudine; le corde tracciano traiettorie che ricordano correnti e nodi, suggerendo un percorso non lineare. La qualità più convincente è la capacità di tenere insieme leggerezza cromatica e densità semantica: l’assemblaggio non è decorazione, ma grammatica. Chi guarda è costretto a cercare e interpretare, assumendosi la responsabilità del proprio vedere. L’intervento finale sull’occhio in basso a destra – attraverso velatura e indebolimento formale – introduce una perdita reale. La velina non protegge né decora: nega l’accesso allo sguardo. Questo occhio non restituisce più visione, diventando il punto di massima vulnerabilità dell’opera. La pluralità degli occhi può inizialmente disorientare, e l’assenza di una chiave narrativa immediata richiede uno sguardo lento. Questa difficoltà è però strutturale e coerente con il progetto.
L’opera introduce una perdita localizzata e irreversibile, rinunciando alla leggibilità e alla sicurezza formale.
La velatura rappresenta un rischio reale e necessario, che porta il lavoro a maturità. Opera chiave per comprendere la maturità del metodo. Mostra chiaramente come il rischio emerga non per accumulo, ma per sottrazione mirata.
Occhi di ragazza è un’opera che smette di guardare per costringere a guardare.
La velatura non è un effetto, ma una rinuncia.
Ed è in questa rinuncia che l’opera trova la propria necessità.
(L’ispirazione è arrivata dal titolo e dal testo dell’omonima canzone di Gianni Morandi)
Questo viaggio prima o poi sarà finito
Una spiaggia vuota senza mare
Io dovrò vedere in voi
Occhi di ragazza
Quanto male vi farete perdonare
L'acqua di una lacrima d'addio
Sarà l'ultimo regalo che da voi riceverò
(A Claudia)
Informazioni generali
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Categoria: Pittura
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Codice: PM202601
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Eseguita il: gennaio 2026
Informazioni tecniche
- Misure: 36 cm x 51 cm x 2 cm
- Tecnica: tecnica mista
- Stile: pareidolia
- Supporto: tela
Informazioni sulla vendita
- Collezione: Italia, Roma, Studio dell'artista
- Disponibile: no
Informazioni Gigarte.com
- Codice GA: GA240110
- Archiviata il: 05/03/2026
Dettagli generali
Via Campora, 37 - 00152 Roma cell. +39 3382488948
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