Il carrozzone
Tecnica mista (acrilici,stoffa, Stoffa su tela, 2013
Disponibile
Testo critico
Montato su rotelle, ricorda la commedia dell\'arte con i carrozzoni che giravano per l\'Italia. Opera-ambiente su ruote, Il carrozzone si presenta come un dispositivo di montaggio: un assemblaggio di reperti, immagini e frammenti che non compone una scena unica ma una costellazione di microstorie. La superficie, organizzata per campi e inserti, funziona come una bacheca stratificata dove materia e memoria si contaminano: il volto non è ritratto, è traccia; l’oggetto non è decorazione, è prova. La dichiarazione “in progress” non è un dettaglio tecnico ma un principio: l’opera assume l’incompiutezza come postura critica, rifiutando la chiusura e mantenendo aperta la possibilità di nuove aggiunte e slittamenti di senso. La dimensione mobile introduce un’idea di teatro che non si stabilizza: un carro che procede, carico di maschere, scarti e reliquie del quotidiano, con una regia che alterna ironia e gravità. In questa prospettiva, il “carrozzone” diventa metafora di un presente che avanza per accumulo: ciò che resta (e ciò che viene salvato) è ciò che può ancora essere rimontato. La composizione mette in tensione l’energia del caos e la necessità di ordine, come se ogni elemento chiedesse di essere letto ma rimanesse, deliberatamente, parzialmente opaco.
Montato su rotelle, ricorda la commedia dell\'arte con i carrozzoni che giravano per l\'Italia. Opera-ambiente su ruote, Il carrozzone si presenta come un dispositivo di montaggio: un assemblaggio di reperti, immagini e frammenti che non compone una scena unica ma una costellazione di microstorie. La superficie, organizzata per campi e inserti, funziona come una bacheca stratificata dove materia e memoria si contaminano: il volto non è ritratto, è traccia; l’oggetto non è decorazione, è prova. La dichiarazione “in progress” non è un dettaglio tecnico ma un principio: l’opera assume l’incompiutezza come postura critica, rifiutando la chiusura e mantenendo aperta la possibilità di nuove aggiunte e slittamenti di senso. La dimensione mobile introduce un’idea di teatro che non si stabilizza: un carro che procede, carico di maschere, scarti e reliquie del quotidiano, con una regia che alterna ironia e gravità. In questa prospettiva, il “carrozzone” diventa metafora di un presente che avanza per accumulo: ciò che resta (e ciò che viene salvato) è ciò che può ancora essere rimontato. La composizione mette in tensione l’energia del caos e la necessità di ordine, come se ogni elemento chiedesse di essere letto ma rimanesse, deliberatamente, parzialmente opaco.
Nota curatoriale
L’opera si presta a una presentazione a terra o su pedana bassa, in modo da conservare la percezione della mobilità e del carattere installativo. Indicata come fulcro di sala per la sua capacità di aggregare sguardi e attivare letture plurime (reperti, volti, oggetti), funziona efficacemente in dialogo con lavori sulla memoria materiale e sull’archivio del presente.
Informazioni generali
- Categoria:
- Pittura
- Codice:
- PM2013seg
- Eseguita il:
- 2013
Tecnica mista (acrilici,stoffa,plastica)
Dettagli dell'opera
Informazioni tecniche
- Misure:
- 100 cm x 100 cm x 2 cm
- Tecnica:
- Tecnica mista (acrilici,stoffa
- Stile:
- pareidolia
- Supporto:
- Stoffa su tela
Informazioni sulla vendita
- Collezione:
- Italia, Roma, studio dell'artista
- Disponibile:
- sì
Informazioni Gigarte.com
- Codice GA:
- GA80941
- Archiviata il:
- 30/10/2013
Altri dettagli
- Materico (specchi, legno) e colori acrilici:
- Work in progress
Condizioni di vendita
Dettagli generali
Via Campora, 37 - 00152 Roma cell. +39 3382488948